19 dicembre 2014

Il Ghiribizzo: rassegna(ta) stampa

Rassegna(ta) Stampa
raccolta apocrifa di strilli sui giornali confezionata dall'amico di Bruno Andrea Serra


Bruno Tognolini ci regala un'altra perla: ci ha preso per porci? - Il Bastiancontrario - A. Rersa

Nel suo libro più spirituale, il Tognolini ci regala una bella definizione dello Spirito Santo. Cosa è infatti lo Spirito Santo se non il Ghiribizzo di Dio? - La Civiltà Cattolica - A. Sarre

Chi non salta Ghiribizzo è. - Ultrà News - A. Rares

Il Ghiribizzo di Bruno Tognolini riassunto in quattro parole: 'Fanculo al Super Io' - Quaderni Freudiani - A. Arser

Il compagno Bruno ci spiega la nuova lotta di classe: sarà il Ghiribizzo a far trionfare il proletariato - il Manifesto - A. Arres

Come sempre il sessismo colpisce i lettori fin dalla più tenera età. Il misogino Tognolini non sa che la vera forza è nella Ghiribizza - Donne donne - A. Srare

Tognolini, il solto buonista coi ghiribizzi degli altri. - Il Giornale - A. Raser

Il Ghiribizzo sia con voi! - Star Wars News - A. Aserr

Tonio Cartonio, chi era costui? Il nuovo eroe si chiama Mattia e nasce dall'instancabile ghiribizzo di Bruno Tognolini - La Repubblica - A. Reras

The Ghiribizzo is on the table - The Times - A. Erras

Il Ghiribizzo. Recensione di Igiaba Scego su INTERNAZIONALE del 04/12/2014



INTERVISTA GHIRIBIZZA A TU PER TU CON BRUNO TOGNOLINI

Scrittore per ragazzi e non solo, Bruno Tognolini ci parla di poesia a scuola e del suo nuovo libro, "Il Ghiribizzo", creato insieme a Giulia Orecchia.


Leggi su La vita scolastica 24 novembre 2014

Lupo lupo ma ci sei? Un evergreen!

Grazie a Dante e Serena!

...è un libro che fa gli scherzi! Giusi Quarenghi con Giulia Orecchia, editore Giunti

12 dicembre 2014

Premio Giulitto CRITICI IN ERBA all'Albero della memoria.



Una giuria composta da bambini è la giuria più seria del mondo!

L’albero della memoria 
A. Sarfatti, M. Sarfatti, G. Orecchia Mondadori, 2013

Anna Sarfatti torna a raccontare, ne L’albero della memoria, la vita degli ebrei negli anni delle leggi razziali e delle persecuzioni fasciste. Samuele Finzi, detto Sami, è un bambino ebreo, di famiglia piccolo borghese – padre ferroviere, madre insegnante – e con una vita come tante altre, o forse, meglio di tante altre. Ci sono genitori uniti e “festosi”, i luoghi dove nascondere i giochi preferiti, come la pancia scavata del grande olivo che cresce nel giardino di casa, un’amica del cuore incontrata sui banchi di scuola e piccoli desideri come quello di possedere un orologio bello quanto quello di papà. Persecuzioni e guerra cancellano, però, tutto questo, smembrano famiglie, distruggono vite, in nome di una “purezza ariana” che aggiunge orrore a una guerra devastante. Sami sopravvive grazie all’aiuto dei nonni dell’amica Francesca, ma dei suoi genitori non si sa più nulla. Solo l’olivo, alla fine della guerra, saprà restituirgli un po’ del suo passato e una piccola speranza per il futuro, perché, nella sua pancia cavernosa, come se la guerra non fosse mai passata di lì, ha custodito intatti i suoi giochi ma anche l’orologio di papà, quello che aveva tanto desiderato di possedere, prima che la guerra cancellasse anche i desideri.
Anna Sarfatti racconta la vita del piccolo Samuele con lievità. L’impresa, quasi impossibile, le è riuscita affidando all’appendice storica, a cura di Michele Sarfatti, il racconto degli arresti e delle deportazioni mentre l’autrice si è concentrata sulla cronaca della lenta discesa verso gli “inferi”, un passo dietro l’altro, senza quasi capire che si sta andando incontro alla morte. Prima ci sono la perdita del lavoro e l’abbandono della scuola, poi l’emigrazione o la clandestinità mentre scoppia la guerra. Come dice la mamma di Sami, “è come camminare su una frana”.
La bravissima Giulia Orecchia, che ha illustrato il libro, parla di un racconto “delicato e poetico”. Ma è anche un racconto nel segno della coralità: non c’è solo l’immane tragedia del popolo ebraico, ma anche la solidarietà di tanti non ebrei, l’amicizia tra bambini, la figura del partigiano. 

Vichi De Marchi (da LiBeR 102) 

29 novembre 2014

Parentesi parigina

la fondazione Vuitton di Frank Gehry
la mostra al Grand Palais
l'angolo dove sbuca il taxi di Woody Allen
Duchamp prima del successo





16 novembre 2014

Prima presentazione del Ghiribizzo a Bookcity 2014

Bruno Tognolini è venuto a raccontare il Ghiribizzo nell'exColorificio... Fuori pioveva forte e c'era sciopero dei mezzi 

26 ottobre 2014

Ti faccio Bau

Librino pop-up Coccinella del 1986, ha vinto  il premio Andersen come migliore libro per la fascia di età 03. Pietro è un lettore che nel 1986 aveva 6 anni, amava il librino ma l'aveva perso in un trasloco. 
Mi ha scovata nel web, è venuto a trovarmi (portando un eccezionale vin santo con cantucci) e si è meritato il regalo della terz'ultima copia in mio possesso... 

19 ottobre 2014

Laboratorio ad Albissola con Bluania Onlus



....e non posso farvi vedere le foto dei bambini, problemi di privacy, ma erano davvero tutti bellissimi!!


16 ottobre 2014

Aspettando il Ghiribizzo con Bruno Tognolini


ILLUSTRA-STRYX
Streghetta dei colori, Giulia Orecchia
Che più ha i capelli bianchi e meno invecchia
(Bruno Tognolini)


(In attesa del GHIRIBIZZO 

Fabriano boutique di Milano








7 ottobre 2014

A Cagliari al festival Tuttestorie c'è il Chromakids! Bellissimo

video

CHROMAKIDS è un bellissimo progetto di Simone Lecca e Tommaso Arosio.
I bambini entrano nelle immagini... qui entrano in una delle mie illustrazioni di Magaria, la fiaba di Andrea Camilleri.
Simone Lecca artista visivo, insegnante e filmmaker. Dalla fine degli anni novanta si concentra maggiormente sulla realizzazione di film e video in cui pittura, chroma key, ciclicità e umorismo creano una cifra unica e inconfondibile.
Tommaso Arosio, visual designer, attivo dal 2001 come autore e tecnico di proiezioni scenografiche per spettacoli dal vivo, con una personale ricerca nella progettazione di sistemi video in tempo reale.

20 settembre 2014

Corso digitale


Ecco, il primo giorno di corso e laboratorio di tecnica digitale per l'illustrazione, qui in studio, eravamo in 7, numero perfetto. Continua sabato prossimo! E mercoledì sera inizia il corso serale, in versione breve.


17 settembre 2014

Bruno Tognolini presenta il Ghiribizzo, dal suo blog http://www.webalice.it/tognolini/ghiribi.html

Presentazioni di copertina
La mamma esasperata lo sgridava.
"Che non ti venga il ghiribizzo di metterti a fare dei salti!"
"Che non ti prenda il ghiribizzo di mordere il divano nuovo!"
"Che non ti salti il ghiribizzo di strillare quando c’è la zia!"
Il Ghiribizzo alla fine si stufò...
Una piccola parabola poetica, buffa e delicata, sulla "vivacità" dei bambini, spesso soffocata e vissuta dagli adulti come un problema da gestire. Un racconto che, con semplicità e leggerezza, indica in una danza fatta di ascolto, proposta, dialogo e presenza, la possibilità di risposte inedite e diverse.

Nascita di un Ghiribizzo
IL GHIRIBIZZO è una storia su cui non avevo intenzione.
Non solo nessuna intenzione di scrivere una storia "sui bambini troppo vivaci": proprio nessuna intenzione di scrivere una storia.
Mi è rotolata davanti da sola, come un ghiribizzo, appunto. Un attimo prima non c'era, e poi era lì.
Le storie possono nascere da semi diversi; poi magari una volta nate, per nutrirsi e crescere, prenderanno dentro altri umori: acqua, vento, concimi, sali, sole. Ma il seme profondo c'è. O dovrebbe esserci: ci sono storie fatte solo di acqua, vento, concimi, sali e altro, ma senza seme, e il vento prima o poi se le porta via.
Questa storia è nata dal seme di una parola.
Giulia Orecchia mi scrisse, in una mail del novembre 2012, non ricordo più a che proposito: "... grazie di avermi tolto il ghiribizzo di sapere a chi avevi scritto...".
"GHIRIBIZZO"?... ho pensato io.
Woooosh! Salto quantico dimensionale. Ipersenso, nanoplastica fantastica. La parola prende vita.
Vedevo agire il Ghiribizzo. Vedevo le sue mille possibili storie. Non una, non questa, ma tante possibili, cioé ancora nessuna.
Ma non ne vedevo la forma. Allora mi son detto: questo Ghiribizzo, per il poco che ancora ne so, è creatura da Giulia Orecchia. La sua storia possibile, visto che si è manifestata a me, posso scorgerla e quindi scriverla solo io; ma la sua forma visibile può vederla e mostrarla forse solo Giulia Orecchia. Guardate le sue illustrazioni e ripetetevi: "Ghiribizzo!". Lo dice la parola stessa. E del resto è stata Giulia a mandarmi in casa il Ghiribizzo-seme, il Ghiribizzo-virus, il Ghiribizzo-motorino d'avviamento, con quella mail.
Quindi via, la storia è nata così. In due. Anzi, in tre: due autori e una Parola Potente.

Crescita e peripezie di un Ghiribizzo
Questa storia ghiribizza è nata e cresciuta bene. Con calma, se l'è presa comoda: quasi due anni. Ma era un progetto nostro, come fra poco dirò, ed eravamo noi che ci davamo i tempi, quelli che altri progetti meno nostri ci consentivano.
È cresciuta piano ma bene, allegra ma non sciocca, colorata ma non sguaiata, e felice. Questo finché correva la sua infanzia spensierata, nella stagione in cui l'autore ha in mano la sua opera e nel farla ne trae piacere. Spensieratamente, per esempio, con la gioiosa innocenza del narrare, nella versione nativa scrissi che il nostro Mattia "troppo vivace" perdeva il suo Ghiribizzo per forza di un farmaco.
Cresciuta e finita la storia, venuto il momento che entrasse nel mondo, sono giunti i dubbi. Non perché qualche altro ce li imponesse: i travagli dell'adolescenza, anche quella delle storie vive, vengono sempre da dentro, dalla creatura stessa che cresce e chiede e si chiede. Sarà giusto? Sarà sbagliato? Sarà ideologico, semplificatorio? Irrispettoso dei travagli di certe mamme, certe maestre, che io stesso ho conosciuto nei miei indefessi viaggi per scuole e città; mamme e maestre che quel farmaco hanno dovuto somministrarlo ai loro bambini "troppo vivaci"? E che si sentirebbero, oltre al peso che forse ne portano in cuore, giudicate, colpevolizzate da questa storia? E chi sono io, chi siamo noi due, per giudicare?
Ne abbiamo discusso fra noi, io e Giulia. Io ne ho discusso con le maestre che incontravo nelle occasioni di formazione. Ne ho scritto a due mie amiche psicoterapeute infantili, Anna Oliverio Ferraris e Manuela Trinci. Ne abbiamo discusso con Chiara Bettazzi, di Giunti/Motta Junior, che intanto avevamo scelto come editore.
E alla fine, sentite le opinioni di tutti, abbiamo deciso in cuor nostro: via il farmaco. Ci sono molti modi per scacciare un Ghiribizzo dalla vita di un bambino. Per tenerlo fermo. Sempre più spesso si vedono per strada, per dire solo un esempio molto lontano, giandoni di bimbi acciambellati e legati a passeggini ridicolmente piccoli per loro: non corrono, non scappano, relax. E ci sono di certo mille altri modi, mille altri lacci, meno visibili e più tenaci.
Quindi via il farmaco: non demonizziamo, non giudichiamo, non condanniamo. Chi vorrà leggerlo in questa storia lo leggerà. Chi vorrà scorgervi altri lacci, altri modi per bandire i Ghiribizzi, li scorgerà. Per chi vorrà leggere solo una storia, tale sarà. Noi la lasciamo nel vago, nella vaga sacrosanta luminosa Nebbia di Fiaba.

Un libro e un editore si cercano a vicenda
Diverse forme può prendere un rapporto editoriale.
In genere un autore scrive un libro, lo propone a un editore, e l'editore gli dice sì mi piace lo pubblico, no non mi piace non lo pubblico.
Oppure un editore chiede a un autore di sua fiducia: te le senti di scrivere per me un libro su questo e quell'argomento?
Per quanto riguarda gli illustratori c'è una terza modalità: l'editore spedisce il testo all'illustratore e gli chiede se se la sente e quanto vuole per illustrarlo.
Giulia e io abbiamo voluto provare un'altra via, che è meno insolita di quanto appare, o si vuol fare apparire: abbiamo deciso di lavorare insieme, come coautori, e poi proporre agli editori l'opera finita. Agli editori, ho detto, e qui è il punto: ne abbiamo sentiti diversi, valutando le reazioni d'accoglienza, l'entusiasmo, le proposte concrete, i tempi di edizoine, i compensi, etc. Non ci pareva cosa strana, eppure alcuni (naturalmente nominis omissis) hanno avuto reazioni interdette, talora corrucciate, da lesa maestà.
Eppure è evidente a tutti: perché un editore deve poter scegliere liberamente fra le proposte di diversi autori, tu sì e tu no, e quando un autore sceglie fra diversi editori sta "facendo un'asta"? Bene, domande che ci porterebbero lontano, ad altre storie che si dovranno narrare altre volte.
Per quanto riguarda noi, questo libro cercava il suo editore, un editore che avesse queste e quelle caratteristiche; la Giunti/Motta Junior cercava un libro che avesse queste e quelle carateristiche: ci siamo trovati.
Ed eccolo.

Ma cosa vuole dire "Ghiribizzo"?
O meglio: da dove viene mai questa parola?
Ecco la sua origine, mal fotografata dal Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana di Ottorino Pianigiani.


28 agosto 2014

Mostra a Borghetto S.Spirito

L’appuntamento che chiude la rassegna Borghetto d’Arte 2014 è la mostra Pennelli e Pixel” di Giulia Orecchia, autrice, illustratrice e creatrice immagini per libri di divulgazione scientifica per i piccolissimi, visitabile fino al 21 settembre a Palazzo Pietracaprina.


Borghetto Santo Spirito
Luogo: 
 Palazzo Elena Pietracaprina
Orario: 
 dal 13 al 31 agosto: lun/giov 17.00/19.00 ven/dom 20.30/22.30 dal 1 al 21 settembre 16.00/18.00
Data: 
 Mit, 13/08/2014 - Son, 21/09/2014
Organizzazione: 
 Comune
Inaugurazione ore 17.00 mercoledi' 13 agosto. In contemporanea "A spasso con i libri di Giulia Orecchia" 
Parole e suoni con Leo Saracino.
Ingresso: 
 ingresso libero