19 ottobre 2014

Laboratorio ad Albissola con Bluania Onlus



....e non posso farvi vedere le foto dei bambini, problemi di privacy, ma erano davvero tutti bellissimi!!


16 ottobre 2014

Aspettando il Ghiribizzo con Bruno Tognolini


ILLUSTRA-STRYX
Streghetta dei colori, Giulia Orecchia
Che più ha i capelli bianchi e meno invecchia
(Bruno Tognolini)


(In attesa del GHIRIBIZZO 

Fabriano boutique di Milano








07 ottobre 2014

A Cagliari al festival Tuttestorie c'è il Chromakids! Bellissimo

video

CHROMAKIDS è un bellissimo progetto di Simone Lecca e Tommaso Arosio.
I bambini entrano nelle immagini... qui entrano in una delle mie illustrazioni di Magaria, la fiaba di Andrea Camilleri.
Simone Lecca artista visivo, insegnante e filmmaker. Dalla fine degli anni novanta si concentra maggiormente sulla realizzazione di film e video in cui pittura, chroma key, ciclicità e umorismo creano una cifra unica e inconfondibile.
Tommaso Arosio, visual designer, attivo dal 2001 come autore e tecnico di proiezioni scenografiche per spettacoli dal vivo, con una personale ricerca nella progettazione di sistemi video in tempo reale.

20 settembre 2014

Corso digitale


Ecco, il primo giorno di corso e laboratorio di tecnica digitale per l'illustrazione, qui in studio, eravamo in 7, numero perfetto. Continua sabato prossimo! E mercoledì sera inizia il corso serale, in versione breve.


17 settembre 2014

Bruno Tognolini presenta il Ghiribizzo, dal suo blog http://www.webalice.it/tognolini/ghiribi.html

Presentazioni di copertina
La mamma esasperata lo sgridava.
"Che non ti venga il ghiribizzo di metterti a fare dei salti!"
"Che non ti prenda il ghiribizzo di mordere il divano nuovo!"
"Che non ti salti il ghiribizzo di strillare quando c’è la zia!"
Il Ghiribizzo alla fine si stufò...
Una piccola parabola poetica, buffa e delicata, sulla "vivacità" dei bambini, spesso soffocata e vissuta dagli adulti come un problema da gestire. Un racconto che, con semplicità e leggerezza, indica in una danza fatta di ascolto, proposta, dialogo e presenza, la possibilità di risposte inedite e diverse.

Nascita di un Ghiribizzo
IL GHIRIBIZZO è una storia su cui non avevo intenzione.
Non solo nessuna intenzione di scrivere una storia "sui bambini troppo vivaci": proprio nessuna intenzione di scrivere una storia.
Mi è rotolata davanti da sola, come un ghiribizzo, appunto. Un attimo prima non c'era, e poi era lì.
Le storie possono nascere da semi diversi; poi magari una volta nate, per nutrirsi e crescere, prenderanno dentro altri umori: acqua, vento, concimi, sali, sole. Ma il seme profondo c'è. O dovrebbe esserci: ci sono storie fatte solo di acqua, vento, concimi, sali e altro, ma senza seme, e il vento prima o poi se le porta via.
Questa storia è nata dal seme di una parola.
Giulia Orecchia mi scrisse, in una mail del novembre 2012, non ricordo più a che proposito: "... grazie di avermi tolto il ghiribizzo di sapere a chi avevi scritto...".
"GHIRIBIZZO"?... ho pensato io.
Woooosh! Salto quantico dimensionale. Ipersenso, nanoplastica fantastica. La parola prende vita.
Vedevo agire il Ghiribizzo. Vedevo le sue mille possibili storie. Non una, non questa, ma tante possibili, cioé ancora nessuna.
Ma non ne vedevo la forma. Allora mi son detto: questo Ghiribizzo, per il poco che ancora ne so, è creatura da Giulia Orecchia. La sua storia possibile, visto che si è manifestata a me, posso scorgerla e quindi scriverla solo io; ma la sua forma visibile può vederla e mostrarla forse solo Giulia Orecchia. Guardate le sue illustrazioni e ripetetevi: "Ghiribizzo!". Lo dice la parola stessa. E del resto è stata Giulia a mandarmi in casa il Ghiribizzo-seme, il Ghiribizzo-virus, il Ghiribizzo-motorino d'avviamento, con quella mail.
Quindi via, la storia è nata così. In due. Anzi, in tre: due autori e una Parola Potente.

Crescita e peripezie di un Ghiribizzo
Questa storia ghiribizza è nata e cresciuta bene. Con calma, se l'è presa comoda: quasi due anni. Ma era un progetto nostro, come fra poco dirò, ed eravamo noi che ci davamo i tempi, quelli che altri progetti meno nostri ci consentivano.
È cresciuta piano ma bene, allegra ma non sciocca, colorata ma non sguaiata, e felice. Questo finché correva la sua infanzia spensierata, nella stagione in cui l'autore ha in mano la sua opera e nel farla ne trae piacere. Spensieratamente, per esempio, con la gioiosa innocenza del narrare, nella versione nativa scrissi che il nostro Mattia "troppo vivace" perdeva il suo Ghiribizzo per forza di un farmaco.
Cresciuta e finita la storia, venuto il momento che entrasse nel mondo, sono giunti i dubbi. Non perché qualche altro ce li imponesse: i travagli dell'adolescenza, anche quella delle storie vive, vengono sempre da dentro, dalla creatura stessa che cresce e chiede e si chiede. Sarà giusto? Sarà sbagliato? Sarà ideologico, semplificatorio? Irrispettoso dei travagli di certe mamme, certe maestre, che io stesso ho conosciuto nei miei indefessi viaggi per scuole e città; mamme e maestre che quel farmaco hanno dovuto somministrarlo ai loro bambini "troppo vivaci"? E che si sentirebbero, oltre al peso che forse ne portano in cuore, giudicate, colpevolizzate da questa storia? E chi sono io, chi siamo noi due, per giudicare?
Ne abbiamo discusso fra noi, io e Giulia. Io ne ho discusso con le maestre che incontravo nelle occasioni di formazione. Ne ho scritto a due mie amiche psicoterapeute infantili, Anna Oliverio Ferraris e Manuela Trinci. Ne abbiamo discusso con Chiara Bettazzi, di Giunti/Motta Junior, che intanto avevamo scelto come editore.
E alla fine, sentite le opinioni di tutti, abbiamo deciso in cuor nostro: via il farmaco. Ci sono molti modi per scacciare un Ghiribizzo dalla vita di un bambino. Per tenerlo fermo. Sempre più spesso si vedono per strada, per dire solo un esempio molto lontano, giandoni di bimbi acciambellati e legati a passeggini ridicolmente piccoli per loro: non corrono, non scappano, relax. E ci sono di certo mille altri modi, mille altri lacci, meno visibili e più tenaci.
Quindi via il farmaco: non demonizziamo, non giudichiamo, non condanniamo. Chi vorrà leggerlo in questa storia lo leggerà. Chi vorrà scorgervi altri lacci, altri modi per bandire i Ghiribizzi, li scorgerà. Per chi vorrà leggere solo una storia, tale sarà. Noi la lasciamo nel vago, nella vaga sacrosanta luminosa Nebbia di Fiaba.

Un libro e un editore si cercano a vicenda
Diverse forme può prendere un rapporto editoriale.
In genere un autore scrive un libro, lo propone a un editore, e l'editore gli dice sì mi piace lo pubblico, no non mi piace non lo pubblico.
Oppure un editore chiede a un autore di sua fiducia: te le senti di scrivere per me un libro su questo e quell'argomento?
Per quanto riguarda gli illustratori c'è una terza modalità: l'editore spedisce il testo all'illustratore e gli chiede se se la sente e quanto vuole per illustrarlo.
Giulia e io abbiamo voluto provare un'altra via, che è meno insolita di quanto appare, o si vuol fare apparire: abbiamo deciso di lavorare insieme, come coautori, e poi proporre agli editori l'opera finita. Agli editori, ho detto, e qui è il punto: ne abbiamo sentiti diversi, valutando le reazioni d'accoglienza, l'entusiasmo, le proposte concrete, i tempi di edizoine, i compensi, etc. Non ci pareva cosa strana, eppure alcuni (naturalmente nominis omissis) hanno avuto reazioni interdette, talora corrucciate, da lesa maestà.
Eppure è evidente a tutti: perché un editore deve poter scegliere liberamente fra le proposte di diversi autori, tu sì e tu no, e quando un autore sceglie fra diversi editori sta "facendo un'asta"? Bene, domande che ci porterebbero lontano, ad altre storie che si dovranno narrare altre volte.
Per quanto riguarda noi, questo libro cercava il suo editore, un editore che avesse queste e quelle caratteristiche; la Giunti/Motta Junior cercava un libro che avesse queste e quelle carateristiche: ci siamo trovati.
Ed eccolo.

Ma cosa vuole dire "Ghiribizzo"?
O meglio: da dove viene mai questa parola?
Ecco la sua origine, mal fotografata dal Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana di Ottorino Pianigiani.


28 agosto 2014

Mostra a Borghetto S.Spirito

L’appuntamento che chiude la rassegna Borghetto d’Arte 2014 è la mostra Pennelli e Pixel” di Giulia Orecchia, autrice, illustratrice e creatrice immagini per libri di divulgazione scientifica per i piccolissimi, visitabile fino al 21 settembre a Palazzo Pietracaprina.


Borghetto Santo Spirito
Luogo: 
 Palazzo Elena Pietracaprina
Orario: 
 dal 13 al 31 agosto: lun/giov 17.00/19.00 ven/dom 20.30/22.30 dal 1 al 21 settembre 16.00/18.00
Data: 
 Mit, 13/08/2014 - Son, 21/09/2014
Organizzazione: 
 Comune
Inaugurazione ore 17.00 mercoledi' 13 agosto. In contemporanea "A spasso con i libri di Giulia Orecchia" 
Parole e suoni con Leo Saracino.
Ingresso: 
 ingresso libero

18 agosto 2014

Sto preparando il corso di tecnica digitale per l'illustrazione







Staremo insieme nel mio studio per 4, 6 o 10 sabati interi, esplorando le infinite possibilità della tecnica digitale per disegnare e comporre immagini, i suoi limiti e le sue potenzialità. Scambiandoci esperienze e trucchi.
Minimo 7 massimo 10 partecipanti.
Tutte le informazioni sono sul sito dello studio


Una vita immaginata per i bambini di Gaza

Rispondo all'invito del Tamer Institute, con un sito per diffondere l'invito e con una illustrazione per i bambini di Gaza: per mandare loro una carezza, come dice benissimo Fabrizi Silei nell'articolo del suo blog, che ho riportato sul sito.



20 giugno 2014

Ancora lavori in corso

Sto lavorando a un bellissimo progetto. Ecco un piccolo particolare:




29 maggio 2014

PREISCRIZIONI AL CORSO DI TECNICA DIGITALE PER L’ILLUSTRAZIONE, a Milano nell'EXCOLORIFICIO

Proposta autunnale milanese. Il laboratorio dell’illustratore può oggi essere anche virtuale e stare dentro a un piccolo computer dove si può trovare tutto, ma proprio tutto, quello che serve per lavorare...

Oxford University Press




27 maggio 2014

Ultimo libro uscito: Papa Francesco parla ai ragazzi, Fabbri Editore, illustrazioni di Giulia Orecchia

Ecco la copertina, grafica di Mariagrazia Rocchetti, del libro con le frasi di papa Francesco rivolte ai ragazzi. Il libro è appena uscito per Fabbri, e raccoglie belle frasi illustrate su temi umani e politici. Collage di acquerelli e carte giapponesi, fotografie e ritagli.